Risalendo la Valle Inferno

Sono sempre stato attratto da fiumi, ruscelli e torrenti…non so bene cosa mi affascina, forse vedere come l’acqua si crea spazio tra boschi e rocce, forse la bellezza di alcuni scorci che si possono scorgere, di fatto secondo me i corsi d’acqua sono una fonte di bellezza naturalistica per eccellenza.

Pochi giorni fa, finalmente grazie ad una bella giornata di sole, sono potuto tornare alla Valle inferno a percorrere, questa volta per intero, il “sentiero delle vasche”.

Per chi non sapesse cosa sia, è un sentiero per escursionisti esperti che segue il torrente Inferno in una stretta valle tra le rocce da Valmadrera in provincia di Lecco fino al monte Rai.

È stato un pò faticoso, sopratutto perchè non ero allenato e ben attrezzato, ma lo spettacolo ha ripagato la fatica.

Per raggiungere il sentiero delle Vasche basta seguire le indicazioni all’uscita Valmadrera della superstrada per Lecco, una volta usciti è semplicissimo ci sono i cartelli per la Chiesa di S.Martino .

Io non sono partito dall’inizio vero e proprio, ma non lo sapevo, e mi sono perso lo spettacolo della cascata più alta (30mt.) chiamata Cascada de la Presun (della Prigione).

Ho iniziato dal monastero che sovrasta Valmadrera dove si può parcheggiare.

La risalita che all’inizio si presenta molto semplice e divertente con piccoli guadi saltando da un sasso all’altro.

In breve però si incontrano passaggi resi più difficoltosi dalle rocce scivolose, anche se il torrente  nei tratti di attraversamento non raggiunge neanche i 20cm di profondità..se qualcosa va storto il rischio maggiore è di bagnarsi un pochino🙂

Superate le piccole cascate Fopp de l’Acqua Marcia,Fopp Biasin e Fopp Negher iniziano le pendenze più suggestive e il percorso diventa progressivamente più impegnativo…

i guadi del torrente sono divertenti (foto iphone)

Considerando che non ero attrezzato da escursionista provetto il tutto sembrava più rischioso… Come si vede dalle immagini mano mano che si risale il torrente si entra sempre più nella stretta e suggestiva valle, è stato davvero impressionante già dopo i primi attraversamenti guardare indietro e scorgere un dislivello notevole.

Neanche a metà percorso iniziano le “ferrate” dove bisogna prestare molta attenzione e bisogna sudare parecchio. Fortuna che ho alleggerito l’attrezzatura fotografica perchè lo zaino mi ha dato spesso preoccupazioni, in alcune situazioni è un attimo fare danni costosi!

tortuosa arrampicata di 2 metri (foto iphone)

Uno dei punti più difficoltosi è sicuramente il dislivello di circa 2mt dove bisogna arrampicarsi e aggrapparsi con forza alle catene per superarlo…

Superato questo ostacolo il percorso offre 2 vie: una via più tortuosa sempre ai margini del torrente e un sentiero che percorre il torrente più in alto sulla destra.

È impossibile non fermarsi di tanto in tanto a godersi il panorama della valle e delle affascinanti e fresche vasche che si presentano in continuazione.

foto iphone

Proseguendo la scalata si arriva in una vasca che si presta come ottimo posto di relax e riposo, la frescura del bosco circostante e dell’acqua crea una piccola oasi silenziosa dove godersi la natura in tutta solitudine. L’acqua del torrente è talmente limpida che sono riuscito a berla ed a dissetarmi numerose volte.

Una volta riposato ho ripreso il cammino, questa vasca credo si colloca all’incirca a metà del percorso, da questo punto in poi la vegetazione si infittisce e si possono fare piacevoli incontri con gli animaletti del bosco..

La pace che domina questa stretta valle è rotta solo dal frastuono delle cascate che dove raggiungono altezze maggiori fanno davvero tanto rumore “rimbombando” tra le rocce.

Il resto della salita è un continuo di piccole vasche e cascate, il percorso si costeggia sulla destra seguendo le tortuose curve che il torrente assume tra le rocce lasciando sempre più vista alla vetta del monte Cornizzolo che sovrasta la valle.

Dopo circa 2,30h si arriva in cima e si trova un prato verde ben esposto al sole dove ho pranzato con un panino e mi sono lasciato asciugare il sudore dal calore del sole che picchiava.

La discesa se vogliamo è stata più impegnativa della salita poichè il terreno sdrucciolevole metteva a dura prova le scarpe inadatte, ma tutto sommato si riesce a fare benissimo, basta solo un po’ di accortezza.

Per chi soffre di vertigini alcuni passaggi nella fase di discesa potranno destare qualche timore, quindi non guardate sotto se avete paura!

La discesa complessivamente dura circa un oretta, dopodiché si arriva da dove si è partiti cioè al monastero di S. Martino.

In conclusione è un escursione di media difficoltà che viene ripagata però dal paesaggio meraviglioso e da un percorso ombreggiato e rinfrescante.

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